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Donne in politica: i social media sono il nuovo equalizzatore sociale

Roma, 18 ottobre 2016 – C’è un mezzo che abbatte davvero le distanze tra uomini e donne soprattutto in politica: i social media ad ogni latitudine svolgono una stessa funzione, quella di equalizzatore sociale. Tutto ciò perché il costo d’entrata per l’utilizzo di questi nuovi strumenti, da Facebook a Twitter, è molto basso e le distanze tra uomini e donne vengono di fatto annullate. Un pregio ancora più visibile soprattutto in politica dove i social abbattono “le barriere” permettendo nella competizione politica di dare a tutti la stessa visibilità; non è un caso che l’85% delle parlamentari nel mondo utilizza stabilmente i social anche se il peccato più grave è di adoperarli soprattutto durante la campagna elettorale e meno durante il mandato legislativo.

È quanto emerge dal Rapporto Social Media: Advancing Women in Politics? svolto dalla Fondazione Women in Parliaments Global Forum (WIP) in collaborazione con l’Università di Harvard, il supporto di Facebook, che ha coinvolto 900 parlamentari di 107 Paesi (di questi 25 in Europa). Lo studio è stato presentato questa mattina a Palazzo Giustiniani dalla Vice Presidente del Senato, Linda Lanzillotta in qualità di ambassador per l’Italia e membro dell’Executive Board delWomen in Parliaments Global Forum e dall’amministratore delegato di WIP, Rick Zedník. Dei risultati hanno discusso Anna Ascani deputata del Partito Democratico,  Anna Maria Bernini, senatrice di Forza Italia e Sara Ranzini direttore della comunicazione Facebook Italia.

“Questo studio conferma che i social media sono una grande risorsa con un incredibile impatto politico – ha spiegato Rick Zednìk – anche perché hanno un costo di entrata molto basso, specialmente se lo confrontiamo con le risorse provenienti da campagne di finanziamento, dai network professionali o dalle campagne basate sui media tradizionali. Le donne che hanno tradizionalmente un limitato accesso a questo tipo di risorse grazie ai social riconquistano pari opportunità politica rispetto agli uomini”.

“I social media, come un tempo è avvenuto con la televisione, hanno cambiato la comunicazione politica e non solo. Lo studio dimostra che questi strumenti oltre a fidelizzare gli elettori rappresentano per le donne che vogliono fare politica una chance in più – ha spiegato Linda Lanzillotta – in quanto se ben utilizzati possono dare loro la stessa visibilità degli uomini, anche se poi i meccanismi di selezione della classe dirigente, almeno nei partiti tradizionali, difficilmente passano dal web e seguono criteri di parità di genere”.   

Investire sulle donne: meritocrazia, welfare e politiche di conciliazione dei tempi

Roma, 4 ottobre 2016 – La Vice Presidente del Senato, Linda Lanzillotta ha partecipato oggi a Milano a Palazzo Marino alla presentazione del Premio Valeria Solesin “Il talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e della meritocrazia nel nostro Paese”: Un concorso aperto a studentesse e studenti di tutte le Università, ispirato agli studi e ai progetti della giovane ricercatrice veneziana tragicamente scomparsa il 13 novembre 2015 nell’attentato al teatro Bataclan di Parigi. Il progetto è stato illustrato alla presenza di Luciana Milani, mamma di Valeria Solesin e realizzato con il Patrocinio del Comune di Milano, dal Forum della Meritocrazia, da Allianz Global Assistance, insieme ad altre aziende sostenitrici come Gruppo Cimbali, Metropolitana Milanese, Sanofi, illy, EY e il movimento globale 30% Club.

“Il talento femminile è un fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e della meritocrazia – ha dichiarato Linda Lanzillotta – Valeria Solesin su questo tema stava portando avanti ricerche interessanti che dimostrano come le donne siano una risorsa nell’ambito familiare e in quello lavorativo, ma che questo enorme patrimonio non è valorizzato come meriterebbe. Oggi, troppo basso è il tasso di occupazione femminile e troppo poche sono le donne in posizione apicale in tutti i settori pubblici e privati. Cosa serve? Innanzitutto superare gli stereotipi, a cominciare dalla formazione che deve vedere più donne nelle scuole e nelle facoltà scientifiche e tecnologiche, e sui modelli di organizzazione del lavoro troppo rigidi per essere compatibili con la complessità della vita delle donne. E poi investire sulle donne con politiche di conciliazione dei tempi e sul welfare. Infine, affermare in tutti gli ambiti e a tutti i livelli, meccanismi di selezione meritocratici che, come è ampiamente dimostrato, avvantaggiano le donne”.

Il tema del premio è infatti inspirato, in piena condivisione con la famiglia Solesin, sia agli studi condotti da Valeria – che approfondiscono il tema del doppio ruolo delle donne, divise tra famiglia e lavoro – sia ad altre ricerche contemporanee che evidenziano gli effetti positivi di una bilanciata presenza femminile nelle aziende. L’obiettivo è quello di valorizzare giovani talenti e porre l’attenzione sia sui fattori che ancora oggi ostacolano la maggiore presenza femminile nel mercato del lavoro sia sulle buone pratiche di conciliazione introdotte dalle aziende e dalle istituzioni, in Italia e nel contesto internazionale, per favorire un’organizzazione e una cultura inclusive

Referendum, Lanzillotta: “Riforma non tocca pilastri costituzione ma la adegua ai tempi di oggi”

Roma 30 settembre 2016 – “Il Referendum è la meta di un cammino lungo 40 anni”. E’ quanto ha detto la Vice Presidente del Senato, Linda Lanzillotta, ospite a L’Aria che Tira, su La7. “Dopo decenni nei quali parliamo di modifiche e miglioramenti questa volta ci siamo; la riforma è un cambio significativo verso un miglior funzionamento delle istituzioni della Repubblica. La Costituzione non viene toccata nella prima parte, nei suoi valori fondamentali che restano intangibili; la seconda parte, invece, viene adeguata alle esigenze del tempo che è oggettivamente diverso da quello nel quale è stata stilata la Carta costituente. Votare no – conclude Lanzillotta – significa non voler cambiare nulla e proseguire nell’immobilismo che blocca l’Italia da decenni”.

Referendum Costituzionale: le ragioni del si