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Pd, Lanzillotta: “Con scissione si rischia di consegnare Paese ai populisti”

Roma, 17 febbraio 2017 – “La scissione del Pd sarebbe un grave danno per il Paese. Potrebbe accadere come nel 1921 con lo scontro tra Filippo Turati e Amedeo Bordiga. Allora la scissione dei comunisti dai riformisti aprì di fatto la strada al fascismo: oggi si rischierebbe di consegnare l’Italia ai populisti”. Lo ha detto la Vice Presidente del Senato, Linda Lanzillotta intervistata all’Aria che tira su la7. “Il Pd deve essere un punto aggregante di una coalizione di centrosinistra ma certo è che questa situazione di logoramento va avanti da quando è iniziata l’era Renzi. In un partito non si può accettare che una minoranza spari a palle incatenate contro il segretario un giorno sì e l’altro pure” ha concluso Lanzillotta.

Senato: Lanzillotta a Parigi per Parliamentary Days Ocse

Roma, 9 febbraio 2017 – La Vice Presidente del Senato Linda Lanzillotta parteciperà in qualità di focal point per Palazzo Madama ai 5th Parliamentary Days organizzati dall’Ocse che si svolgono oggi e domani a Parigi. Durante le due giornate di lavoro i parlamentari di molti Paesi europei ed extraeuropei si confronteranno in particolare sulle politiche per la crescita, sui nuovi protezionismi nel commercio internazionale e sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Inoltre si discuterà dell’attuazione del piano dell’Onu, a cui l’Italia ha contribuito, per eliminare la povertà e promuovere la prosperità economica, lo sviluppo sociale e la protezione dell’ambiente su scala globale.

Governo, Lanzillotta (PD): “Gentiloni non è l’avatar di nessuno”

Roma, 14 dicembre 2016 – “Conosco bene Paolo Gentiloni e so che si è assunto una responsabilità molto pesante ma è una persona autonoma, non un clone o avatar di Renzi. Per questo credo che le scelte fatte, anche quelle che appaiono meno indipendenti, siano state ben ponderate”. E’ quanto ha detto la Vice Presidente del Senato, Linda Lanzillotta, intervistata dall’Aria che Tira su La7.

“La scelta di questo Governo – continua la Senatrice PD – segue necessariamente una logica di funzionalità dell’esecutivo: in pochi mesi bisognerà attuare con una serie di provvedimenti le leggi che sono in vigore e portare a termine l’obiettivo di fare la legge elettorale rapidamente, per poi andare al voto. Un ministero è una macchina amministrativa molto complessa e nuovi ministri ci metterebbero tre mesi solo per capirne il funzionamento”.

Italicum, Lanzillotta:”Non si aspetti Corte, spetta alla politica intervenire”

Roma, 8 dicembre 2016 – “E’ vero che la Corte ci ha abituato ad un alto tasso di creatività nella sua giurisprudenza ma, allo stato, sulla base delle norme e di una giurisprudenza consolidata la Corte non avrebbe competenza a giudicare sulla costituzionalità di una legge elettorale che, non  essendo stata mai applicata, non ha potuto produrre la lesione di un diritto”. È quanto scrive Linda Lanzillotta, Vice Presidente del Senato in un intervento pubblicato sull’Unità.

“La politica, dunque, non può che partire da questa considerazione – annota la senatrice del partito democratico – assumendosene la conseguente responsabilità: spetta a Governo e Parlamento assicurare al Paese una legge elettorale che renda  tra loro coerenti i sistemi per eleggere la Camera e il Senato, in modo da garantire nei due rami del Parlamento maggioranze tendenzialmente omogenee, in grado di esprimere governi stabili. E lo devono fare con la massima urgenza perché, tanto più in una situazione di crisi politica e istituzionale quale quella che stiamo vivendo, non si può lasciare il Paese privo di uno strumento fondamentale per il funzionamento della democrazia come la legge per eleggere i membri del Parlamento”.

“Delegare questo compito ad una, allo stato incerta, sentenza della Consulta, sarebbe una forzatura istituzionale e un atto di impropria pressione nei confronti della Corte. E’ in Parlamento che va promossa – e subito –  un’intesa quanto più  ampia possibile  su una nuova legge che faccia convergere Camera e Senato verso un sistema elettorale  che assicuri nei limiti del possibile rappresentatività e governabilità in entrambi i rami del Parlamento” continua Lanzillotta.

“La responsabilità è della politica che non può rischiare di aspettare fino a metà febbraio (perché di fatto la pronuncia della Corte arriverà intorno a quella data) per “scoprire” che comunque spetta a lei sgarbugliare la matassa. Avremmo sprecato due mesi. Chi si sottraesse oggi a questa responsabilità dimostrerebbe, nei fatti, di avere paura delle elezioni e di non voler ridare al Paese un Governo forte e legittimato indispensabile per affrontare le sfide interne ed internazionali che ci attendono” conclude Lanzillotta

Pa, Lanzillotta (Pd): “Corte impone intesa con Regioni, così cambiamento non si farà mai”

Roma, 25 novembre 2016 – Sulla riforma Madia la Corte “impone l’intesa con le Regioni sulla riduzione delle società per azioni e la dirigenza: così il cambiamento non si farà mai”. E’ quanto ha scritto in un tweet la Vice Presidente del Senato, Linda Lanzillotta. “Solo con il Si’ alla Riforma Costituzionale si cambia” ha concluso la senatrice del Partito Democratico.

UE, Lanzillotta (PD): “Sul bilancio europeo la linea italiana è chiara da molto tempo”

Roma, 16 Novembre 2016 – “Il governo italiano sta portando avanti in Europa una politica per il cambiamento e per la crescita con proposte concrete come il migration compact e l’accordo che abbiamo promosso e fatto sottoscrivere sulla ripartizione delle quote dei migranti. Il veto espresso ieri dal nostro governo sull’approvazione del bilancio dell’UE non è quindi estemporaneo, non è un fulmine a ciel sereno, ma segue la linea che l’Italia ha intrapreso da oltre un anno e mezzo”. E’ quanto ha detto Linda Lanzillotta, Vice Presidente del Senato intervistata a Coffee Break su La7. “Quello di cui si sta discutendo – ha spiegato – è la revisione del bilancio pluriennale dove vi sono capitoli importanti e delicati. Ad esempio molti sostengono che non si possono dare i soldi a quei paesi che costruiscono i muri. Bene, ricordo che l’Ungheria a fronte di un contributo di un miliardo versato all’UE ne prende sei, così come altri paesi dell’Est che sono entrati nell’Unione. Questo va benissimo perché è giusto che l’Europa si allarghi e si sviluppi, ma è anche necessario che se questi paesi hanno preso degli impegni sulla ripartizione dei migranti li rispettino. Occorrono delle clausole di reciprocità per cui a fronte delle risorse che si prendono poi si deve dare seguito agli accordi. Non possiamo avere un’Europa elefantiaca, grande con le cose piccole ma molto piccola e miope con le cose grandi come l’immigrazione e la sicurezza” ha concluso Lanzillotta.