Renzi, Lanzillotta: “Come Blair? dipende, la prova del budino è già iniziata”

Roma, 9 gennaio 2014 – “Ricordo che Tony Blair diventò segretario del Labour Party nel 1994. Un leader giovane, capace di trasformare un partito che fino ad allora non era riuscito a trasmettere un progetto di cambiamento per la Gran Bretagna. Per tre anni, fino alle elezioni del 1997 che Blair vinse ottenendo la più larga maggioranza nella storia del Regno Unito, il giovane Tony lavorò giorno dopo giorno all’idea di un new Labour e introducendo nella politica una “terza via”, ovvero quel riformismo capace di essere mediano tra il socialismo radicale e le politiche conservatrici. Anche l’Italia, qualcuno ha azzardato, ha il suo Tony Blair, vedendo nel successo di Matteo Renzi alle primarie del partito democratico quella stessa voglia di riscossa che venti anni fa si respirava in Gran Bretagna”. E’ quanto scrive nella sua newsletter Linda Lanzillotta, Vice Presidente del Senato. “Sarà vero? – si chiede l’esponente di Scelta Civica – Di certo il segretario del Partito democratico ha una grande chance e non deve sprecarla. Ma dovrà essere capace di fare, appunto, come Tony Blair, cioè di costruire un progetto per il cambiamento. Enrico Letta aveva promesso di seguire l’insegnamento di Andreatta, occuparsi di una politica fatta di politiche e non solo di politichese. I risultati fino ad oggi non sono esaltanti – annota Lanzillotta – Ora, Renzi continuerà a voler fare l’agitatore del popolo delle primarie o imposterà un lavoro serio che coinvolga le migliori energie del Paese, che sia capace non tanto di cambiare il Pd quanto il futuro dell’Italia? Ha poche settimane per dimostrarlo. La prova del budino è già iniziata, ma stando al documento sullo job act (http://www.pietroichino.it/) presentato ieri, molto deludente rispetto agli annunci e alle aspettative, l’impressione è che ci sia molto da fare”, conclude la senatrice di Scelta Civica.

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