Finanziamenti, Lanzillotta: “Il Pd salva gli intrecci tra fondazioni politiche e società pubbliche”

Roma, 12 febbraio 2014 – Con 145 voti contrari, 90 favorevoli e 4 astenuti, l’aula del Senato ha respinto l’emendamento al decreto  legge sul finanziamento pubblico ai partiti promosso dai senatori di Scelta Civica, Linda Lanzillotta e Gianluca Susta che prevedeva di vietare “a enti, aziende, società e altre istituzioni partecipate da enti pubblici di finanziare istituzioni, fondazioni e associazioni che abbiano come scopo sociale l’elaborazione di politiche pubbliche e che siano presiedute o dirette da personalità che siano membri di organi di governo o di assemblee elettive locali, regionali, nazionali o europee o che lo siano stati nei dieci anni precedenti”. A favore hanno votato oltre Scelta Civica, Sel, M5S, Gal, Popolari per l’Italia. Contro il Partito Democratico, Nuovo Centro Destra , Forza Italia e Lega Nord.

“Abbiamo posto una questione di trasparenza, di etica pubblica e di linearità dei rapporti tra politica, economia e sistema dell’economia pubblica – ha spiegato Lanzillotta –  prevedendo che le società e le aziende comunque partecipate, direttamente o indirettamente dallo Stato, dalle Regioni o dagli enti locali non possano finanziare i think-tank. Non si vede per quale motivo società come Enel, Eni, Poste, Finmeccanica, Acea, Ferrovie, Anas, Consip e altre ancora, debbano finanziare queste istituzioni politiche. E’ un finanziamento pubblico mascherato, senza alcuna regola su limiti e trasparenza. Ed è inaccettabile sul piano della trasparenza che Ministri, ex Ministri, Presidenti del Consiglio ed ex Premier ricevano contributi (peraltro di entità ignota) dalle società i cui amministratori sono stati e saranno da essi nominati. Un sistema tanto più inaccettabile alla vigilia di una tornata di importantissime nomine nelle società pubbliche”.

“Abbiamo constatato con grande rammarico che ancora una volta su questa battaglia di trasparenza è mancata quella rivoluzione annunciata dal nuovo Partito democratico – ha concluso Lanzillotta – Ci aspettiamo che l’aria nuova che Renzi ha promesso di voler portare nel Pd cominci a spirare anche nei gruppi parlamentari che monoliticamente continuano a difendere le consolidate e opache reti di relazione tra politica, economia e finanza”.

EmailFacebookGoogle+LinkedInTwitter