Pa, Lanzillotta: “Riforma necessaria, giusto decidere in nome dell’interesse generale”

Roma, 29 aprile 2014 – “Ascoltare è giusto ma bisogna decidere nell’interesse generale”. E’ quanto ha detto intervistata da Tgcom24 Linda Lanzillotta, Vice Presidente del Senato, in merito alla riforma della pubblica amministrazione e alle polemiche relative al confronto con i sindacati del pubblico impiego. “Il messaggio del Governo – ha spiegato l’esponente di Scelta Civica – è chiaro: la pubblica amministrazione è un patrimonio del Paese, un fattore di competitività per i cittadini e per le imprese. E’ giusto ascoltare le richieste dei dipendenti pubblici ma non sono loro i beneficiari e destinatari della riforma dunque non possono condizionare un cambiamento che è quanto mai necessario”.

“La grande scommessa di Renzi non è solo superare la concertazione nell’approvazione della riforma ma riuscire a garantirne l’attuazione dentro le singole amministrazioni – ha aggiunto Lanzillotta – Nel merito condivido alcuni aspetti della riforma come quello della rotazione dei dirigenti per evitare le “incrostazioni” di potere, giusto il principio della mobilità anche tra livelli istituzionali diversi, così come la centralizzazione delle assunzioni: tutti saranno dipendenti della Repubblica e non di singoli settori amministrativi. Più velleitario mi sembra il principio di legare le retribuzioni al risultato delle performance non tanto perché sia sbagliato ma perché manca lo strumento operativo. Tante volte questo principio è stato introdotto, tante volte è stato disatteso, determinando la generalizzata lievitazione dei compensi su cui oggi si vuole intervenire”.

Infine sulla polemica del ricambio generazionale all’interno della Pubblica Amministrazione la senatrice Lanzillotta ha detto di condividere l’esigenza del Ministro Madia “di un rinnovamento culturale, dando spazio ad esempio ai nativi digitali, il tutto in un piano organico senza penalizzare le professionalità e le esperienze pure presenti nel pubblico impiego. Per cambiare la P.A. però servono necessariamente forze nuove e giovani che ci credano davvero”.

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