Serve un piano coordinato per la valorizzazione delle città della cultura

Roma, 18 novembre 2014 – Che fine ha fatto il Programma Italia 2019 che impegnava il Ministero dei Beni culturali a realizzare i progetti delle città italiane candidate a Capitale europea della cultura? A quanto pare è sfumato in un nulla e, per questo, la senatrice di Scelta Civica Linda Lanzillotta, che aveva promosso una mozione votata dall’intero Senato per la promozione delle città candidate ha presentato, insieme ad altri senatori che avevano già a suo tempo sostenuto la mozione,  un’interrogazione urgente al Ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini.
Nel decreto cultura si prevedeva che, con decreto ministeriale da emanare entro il 30 settembre 2014, fosse adottato il Programma Italia 2019 e fosse istituita la“Capitale italiana della cultura”. Mentre la parte sul Programma Italia 2019 non è stata ancora attuata – sottolinea la Lanzillotta – è stata approvata dalla Conferenza unificata una bozza di decreto ministeriale sulla Capitale italiana della cultura che prevede per il 2015 di attribuire il titolo collegialmente ai comuni compresi nella lista dei finalisti per il titolo di «Capitale europea della cultura 2019» non vincitori: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna, Siena. E, per questo, si stanzia 1 milione di euro complessivo, appena 200mila euro per ogni città. Ma non basta. Un’ altra norma per la quale si attende ancora il decreto attuativo è l’articolo 13 comma 24 del decreto-legge 145/2013 (“Destinazione Italia”) che prevede uno stanziamento fino a 500 milioni di euro per interventi di valorizzazione delle città.
“È questa parcellizzazione dei fondi e dei relativi progetti che proprio non va” spiega Lanzillotta. “Invece di valorizzare le città puntando ad un intervento coordinato si è scelto di spezzettare i pochi finanziamenti previsti in diversi rivoli che però così non serviranno a nessuno”. “Chiediamo che il Governo si impegni veramente per la promozione delle città che puntano a valorizzare i loro asset culturali. Serve un piano unico che metta assieme Destinazione Italia, Programma Italia 2019 e Capitale italiana della cultura per evitare che l’intera operazione venga vanificata dalle complessità burocratiche”.

 

Leggi il testo dell’interrogazione

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