Energia, Lanzillotta: “Pochi ulivi non possono fermare un’opera strategica come il TAP”

Roma, 31 marzo 2016 – Come è possibile che poche centinaia di ulivi possano bloccare la realizzazione di un gasdotto come il TAP fondamentale per l’approvvigionamento energetico italiano ed europeo, un’opera che vale circa 5 miliardi di dollari e avrà un forte impatto sull’economia del Mezzogiorno? È quanto chiede in un’interrogazione al Presidente del Consiglio e al Ministro dello Sviluppo Economico, la senatrice Linda Lanzillotta membro della X Commissione Industria. “E’ vero che l’iter autorizzativo dell’opera – chiede l’esponente del Pd – ha incontrato e continua ad incontrare la persistente opposizione della Regione Puglia, al momento focalizzata sulla questione della rimozione e ricollocazione di un centinaio di alberi di ulivo, peraltro già autorizzata, nello scorso mese di febbraio, dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, determinando così ritardi nella tabella di marcia stabilita?”.

Nell’interrogazione la Lanzillotta ricorda che il TAP (Trans Adriatic Pipeline) coinvolge diversi paesi e undici società europee (tra cui le italiane Enel ed Hera Trading) che hanno firmato contratti di vendita a lungo termine del gas naturale per 100 miliardi di dollari nell’arco di 25 anni. L’opera – ricorda la senatrice del Pd –  darà un contributo strategico alla diversificazione e sicurezza energetica dell’Italia e dell’Ue; sarà l’opportunità per il nostro Paese, grazie anche al ruolo della rete SNAM, di divenire un hub regionale del gas nell’Europa meridionale.  E ancora  grandi benefici si avranno per il sistema produttivo locale e per la creazione di posti di lavoro nei territori interessati grazie alla disponibilità del consorzio TAP ad iniziative di corporate responsibility, da realizzare d’intesa con le amministrazioni e comunità locali, per sostenere nelle aree interessate progetti di rilevanza sociale ed interesse generale.

Per questo la Lanzillotta chiede nell’interrogazione “quali iniziative il Governo intenda adottare per consentire al progetto di essere realizzato nei tempi stabiliti” e se non sia il caso “eventualmente di attivare i poteri sostitutivi ad esso attribuiti ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione”.

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