Migranti, Lanzillotta: “Serve un piano per tutelare e valorizzare le donne”

New York, 22 settembre 2017 – Le donne, con i bambini, sono le prime vittime delle crisi nei Paesi di origine: vittime di fame, di persecuzioni e di violenze che le costringono ad affrontare il viaggio drammatico attraverso il Mediterraneo. Per questo hanno diritto ad avere un ruolo attivo e ad essere destinatarie di politiche mirate. È quanto emerso dalla Conferenza svoltasi a New York durante il side event alle Nazione Unite dal titolo Empowering refugees and migrant women in the integration process. L’evento è stato organizzato dal Women Political leaders Global Forum, del quale la Vice Presidente del Senato, Linda Lanzillotta è Ambassador per l’Italia e membro dell’Executive Board, in collaborazione con la Rappresentanza italiana permanente presso l’Onu.
 
Ma non si tratta solo di un diritto – ha spiegato Linda Lanzillotta – la valorizzazione del punto di vista delle donne e delle politiche per le donne è una assoluta priorità per garantire il rispetto dei diritti umani nei Paesi africani e affinché le donne, in quanto portatrici di valori e di sentimenti di tolleranza, di inclusione e di protezione familiare, siano protagoniste dei processi di integrazione. Le donne devono partecipare alla definizione delle politiche sui temi che le riguardano così da vicino, concorrere con le loro esperienze e con le proprie proposte”.
 
Durante la Conferenza alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Filippo Grandi, Alto Commissario ONU per i Rifugiati, e la Presidente della Repubblica di Malta Marie Louise Coleiro Preca, si è messo in luce il ruolo dell’Italia quale la frontiera europea sulle rotte provenienti dalla Libia e dalla Tunisia. Si è ricordato in particolare come “negli ultimi cinque anni sono stati salvati circa 650.000 migranti, di cui circa il 15% donne e il 10% minori in gran parte non accompagnati”.
 
“Il fenomeno è epocale – ha sottolineato la senatrice del Partito Democratico – per questo non si può continuare a gestirlo nella logica dell’emergenza, e solo da parte italiana. Su proposta dell’Italia, l’Europa sta definendo ora una strategia complessiva che riguarda sia la gestione dell’emergenza, sia un piano europeo di sviluppo dell’Africa, sia le politiche di integrazione”.
 
Nei vari interventi si è sottolineato proprio il ruolo centrale delle donne nei processi migratori. In Africa prima di tutto – è stato ribadito – alle donne deve essere garantito il rispetto dei diritti umani e gli aiuti devono essere subordinati al rispetto delle donne e al loro diritto ad accedere all’istruzione. Nei loro Paesi le donne devono partecipare al progresso economico gestendo micro-imprese e cooperative. Nei Paesi di arrivo le donne sono la chiave per l’integrazione culturale, per la trasmissione – anche grazie all’inserimento dei bambini nelle scuole – di valori di tolleranza e di inclusione.
 
“Porteremo i risultati e le proposte di questa Conferenza – ha concluso Lanzillotta – all’attenzione del Governo italiano e degli organismi internazionali perché non ci si giri più dall’altra parte e si valorizzi il ruolo delle donne che sono, insieme ai bambini, le prime vittime”.
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