Alitalia, Lanzillotta (Sc): “Pura follia il salvataggio senza un serio piano industriale”

Roma, 16 Ottobre 2013 – “Oggi pensare che un’azienda che ha 1 miliardo di debiti finanziari e che perde 1,6 milioni di euro al giorno possa essere salvata attraverso un aumento di capitale a cui far partecipare Poste italiane perché possiede sette aerei è una pura follia. Si sta giocando con il fuoco con il risultato di prolungare questa costosissima agonia: senza un serio piano industriale che escluda i vecchi azionisti Alitalia non decollerà e a resterà a terra la competitività del nostro sistema paese”. È quanto scrive Linda Lanzillotta, vice presidente del Senato nella sua newsletter rilanciata da formiche.net. L’esponente di Scelta Civica definisce quello di Alitalia “un caso di scuola” di ciò “che non si dovrebbe fare soprattutto dopo gli errori già commessi nel passato, quando ci era stata propinata la favola degli “imprenditori patrioti”, dopo quella dei “capitani coraggiosi”. “È lecito domandarsi cosa c’entra Poste con Alitalia – scrive Lanzillotta – quale sia il piano industriale che è dietro l’operazione di salvataggio e, soprattutto, quali segnali si danno al mercato con interventi al fotofinish quando manca oramai l’ossigeno per garantire la continuità aziendale. Ancora una volta – prosegue – si è scelta la “logica della toppa” e si è rinunciato a intervenire con una logica di mercato per costruire una soluzione industriale che non scaricasse altri costi sui contribuenti e fosse in grado di offrire maggiore qualità ai consumatori. Non bisogna quindi meravigliarsi se poi ci piovono accuse di protezionismo all’italiana. Nelle ultime settimane non abbiamo fornito che dei pessimi esempi: prima con Telecom, oggi con Alitalia”.
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