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Città della Cultura, Lanzillotta: “Ok del Senato a mozione Italia 2019, ora il Governo vada avanti”

L’aula del Senato ha dato disco verde alla mozione, di cui è prima firmataria Linda Lanzillotta (Sc), che ha visto un sostegno trasversale da parte dei gruppi parlamentari e che impegna il Governo ad individuare le misure a sostegno del Programma Italia 2019. Un progetto che intende valorizzare le idee e i progetti che le città che hanno partecipato alla competizione per selezionare la Capitale Europea della Cultura hanno elaborato e  che oggi, utilizzando con una intelligente regia i fondi europei, possono costituire un volano per il rilancio di molte città e aree urbane.

 “Sulla cultura e sul turismo il Governo, fino ad oggi, non ha mostrato di avere una strategia chiara”. Afferma Linda Lanzillotta (Sc), Vice Presidente del Senato. “Il Programma Italia 2019 nasce da una convinzione che stenta a diventare politica pubblica, cioè che la valorizzazione della cultura possa essere una leva per l’intera economia italiana. Questo settore, che vale quasi 80 Mld, circa il 5,8% del Pil (Fonte: rapporto 2013 ‘Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi), ha bisogno del sostegno convinto da parte del Governo. La fervida progettualità che è stata espressa da tutte le città candidate a Capitale Europea della Cultura è un patrimonio che non deve essere sprecato”

 

Programma Italia 2019 – Non una ma 20 capitali

Roma, 14 gennaio 2014 – Non una, ma ben 20 capitali della cultura per il 2019. E’ l’ambizioso obiettivo del Programma Italia 2019, illustrato oggi dalle vice presidenti di Camera e Senato, Marina Sereni e Linda Lanzillotta, e dal segretario generale del Cidac-Associazione delle città d’arte e cultura, Ledo Prato, che promette di valorizzare tutti i progetti delle città che nei mesi scorsi hanno partecipato al bando ministeriale per la Capitale Europea della Cultura (Aosta, Bergamo, Mantova, Venezia, Ravenna, Urbino, Pisa, Siena, Grosseto, Perugia-Assisi, L’Aquila, Lecce, Taranto, Caserta, Matera, Reggio Calabria, Palermo, Siracusa, Erice, Cagliari) e che in queste ore ha portato una delegazione di sindaci dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi. Se infatti nel 2019 l’Italia, insieme alla Bulgaria, avrà la Capitale ”ufficiale”, l’idea è di fare squadra intorno alla vincitrice (in finale, Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena), così da non perdere lo sforzo profuso dalle tutte le candidate nei progetti di ammodernamento del sistema culturale, turistico e infrastrutturale presentati nei dossier e “trasformare davvero la cultura nel volano del futuro dell’Italia” sostenendo e valorizzando ”il patrimonio che il nostro paese è in grado di offrire”. ”Venti città in competizione fra loro – spiega la vice presidente Sereni – hanno trovato una base comune per collaborare in sinergia. Per l’Italia, la cultura è capitale e servono strumenti e risorse da parte del governo per realizzare quegli interventi”. ”L’adesione al progetto – prosegue la vicepresidente Lanzillotta – nasce da convinzioni che stentano però a diventare politica pubblica, cioè che la valorizzazione della cultura sia la leva dell’economia italiana. Dobbiamo intervenire con linee strategiche. Crediamo che questo punto debba essere tenuto fermo anche nel patto di coalizione. Sul tema della cultura e del turismo finora non abbiamo visto chiarezza di strategia e chiediamo che il governo batta un colpo”. 

Stimato ”710 milioni di euro”, il Programma Italia 2019, spiega Prato, ”chiede al governo 70 milioni”, mentre il resto dovrà arrivare da fondi europei, locali e di privati, assegnando ai Comuni la piena progettazione. E proprio sull’intervento del governo si consumano le preoccupazioni dei Comuni, alcuni già duramente attaccati in casa per l’esclusione dalla short list, che chiedono ”chiarezza e tempi certi”. Se un primo documento della Camera è stato approvato, è ancora in corso l’iter di quello del Senato dove il 22 gennaio verrà presentata una mozione. ”Giusto non perdere tante progettualità – concordano i sindaci di Cagliari, Ravenna, Caserta e Urbino – Ma senza certezze e condivisione immediata, non si riuscirà a trasformare sul territorio la positività del
progetto”. ”L’esclusione brucia e siamo oggetto di polemiche fortissime – incalza il delegato del Comune di Venezia, Laura Fincato – Se il programma c’è, allora lavoriamo seriamente, altrimenti meglio tornare a casa”. A quanto si apprende a fine incontro con Patroni Griffi, il governo si è detto ”interessato” al Programma Italia 2019 e ”presto promuoverà un incontro tra gli amministratori delle città e i ministri competenti, individuando strumenti e risorse
per renderlo operativo”
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