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DL PA, Scelta Civica: “Così non va, emendamenti per evitare sanatoria dei precari e dei dipendenti delle società pubbliche”

Roma, 20 settembre 2013 –  Linda Lanzillotta e Pietro Ichino a nome di Scelta Civica hanno presentato alla Prima Commissione del Senato alcuni emendamenti al decreto legge in materia di Pubblica amministrazione. “Si tratta di aspetti fondamentali che condizioneranno la nostra posizione, in quanto i contenuti del decreto, se accolti, ci porterebbero indietro rispetto al percorso intrapreso dalla spending review e dal processo di riduzione della spesa pubblica, di riqualificazione dell’azione amministrativa, di trasparenza e moralizzazione dell’azione amministrativa avviato dal governo Monti e dalla precedente legislazione” spiegano i due senatori.

Sono cinque, in particolare i punti chiave posti dagli emendamenti di Scelta Civica e riguardano:

1. No alla stabilizzazione generalizzata dei precari , sì all’immissione in ruolo di quanti hanno già operato nella pubblica amministrazione sulla base di procedure concorsuali aperte a tutti e con il riconoscimento di un punteggio di favore a chi è già in servizio. Se come prevede il decreto del governo nei prossimi anni, nei quali la riduzione degli organici e la riduzione della spesa imporrà assunzioni ridotte, tutti i posti fossero riservati a precari e a idonei di concorsi svolti magari dieci anni fa, si precluderebbe l’accesso alla pubblica amministrazione di giovani meritevoli.

2. No alla ulteriore proroga di graduatorie aperte da anni che farebbero entrare nella pubblica amministrazione persone dequalificate chiudendo, anche in questo caso, la porta delle amministrazioni pubbliche a tanti giovani preparati.

3 . Ricorrere alla mobilità per assorbire gli esuberi e colmare i vuoti d’organico prima di procedere a nuove assunzioni.

4. No alla pubblicizzazione e stabilizzazione del personale delle società dello stato delle regioni e degli enti locali che versano in stato fallimentare o devono essere sciolte per legge. Migliaia di dipendenti quasi sempre assunti con metodi clientelari, senza nessuna selezione ora, stando a quanto prevede il DL 101, a differenza di tanti dipendenti di aziende private in crisi, verrebbero assorbiti da altre società pubbliche.

5. No alla soppressione per decreto e senza comprensibili ragioni della Civit , un organismo indipendente preposto alla valutazione dei dirigenti delle amministrazioni, alla trasparenza e alla prevenzione della corruzione.

“L’augurio è che il governo sia disposto a un confronto vero che porti a correggere una impostazione che smonta quanto è stato faticosamente fatto negli ultimi anni” concludono Lanzillotta e Ichino.