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Nasce un nuovo polo - 04 Agosto 2010
Sta per prendere forma alla Camera il primo abbozzo di quello che potrebbe essere in un futuro prossimo un nuovo polo capace di attrarre quei tantissimi elettori stanchi e sfiduciati da un sistema politico che in quasi diciotto anni ha fatto solo promesse non mantenute. Promesse di riforme, di modernizzazioni, di cambiamenti che maggioranze composite tenute insieme al momento delle elezioni dalla voglia di vincere ma bloccate nell'azione di governo dalle enormi diversità e contraddizioni interne, non hanno mai mantenuto bloccando l'Italia in una situazione di minorità, di scarsa crescita, di gerontocrazia corporativa. Sta succedendo quello che alcuni di noi avevano previsto. Siamo a un passaggio cruciale da cui può nascere davvero qualcosa di nuovo. L'aggregazione tra Udc, Futuro e libertà e Api si dovrà costruire , se vorrà diventare qualcosa di più e convincere gli elettori, su cose concrete, sulle riforme che servono all'Italia e che per essere fatte hanno bisogno anche di scontentare chi dal mantenere tutto immobile oggi ci guiadagna e non si cura del futuro. Scuola, giustizia, sanità, burocrazia, piccole imprese, professioni. Parlare a quel mondo che non si sente rappresentato perchè non riceve risposte. Si compie un passo: ci vorrà fatica, coraggio e fantasia per aprire una strada nuova. E ci vogliono idee . Mi aspetto che questa opportunità che nasce dia di nuovo a tanti voglia di rimettere ancora la propria creatività al servizio della politica.
Guardare in faccia la realtà - 12 Maggio 2010
Dopo la crisi finanziaria che ha investito l'Europa è giunta l'ora che sul federalismo fiscale si dica la verità. Fino ad oggi il federalismo fiscale è stato il mantra che ha tenuto insieme la maggioranza, la panacea di tutti i mali, la meta agognata che ha fatto della Lega il più formidabile supporto politico del Ministro Tremonti. Ora però non si possono più raccontare storie al Paese. Nei prossimi due anni - lo ha detto Tremonti - bisognerà fare una manovra di 25 miliardi di euro (quasi due punti di PIL), bisognerà ridurre drasticamemnte il debito per avviare il rientro nelle nuove regole del Patto di Stabilità varate oggi dalla Commissione e, nello stesso tempo, attuare il federalismo che significa redistribuire le minori risorse secondo il criterio dei costi standard. Per fare tutto questo prima di avere realizzato una radicale riforma della macchina amministrativa a tutti i livelli (riduzione del numero degli enti locali, riduzione o abolizione delle province, soppressione di enti, agenzie, società che a miglia sperperano il denaro pubblico a vantaggio del ceto politico, ridurre gli apparati statali in tutti i settori trasferiti alle Regioni) e di aver rimesso in moto l'economia delle regioni più povere significa prefigurare una rottura del Paese, signiifica abbandonare a se stesso il Mezzogiorno. Senza dichiararlo , silenziosamente ma irreversibilmente. Bisogna denunciarlo e dire la verità perchè ognuno si assuma le proprie responsabilità per ora e per il futuro.
C'era una volta il demanio - 05 Maggio 2010
Nell'immaginario collettivo il demanio è quell'insieme di beni naturali o creati dall'uomo che rappresentano il patrimonio intangibile di una comunità. Paesaggio, foreste, spiagge, fiumi, laghi ma anche palazzi, forti militari, edifici che danno volto, colore, memoria al'identità di un popolo; che danno il senso della continuità delle tradizioni le cui radici sono nella sua storia. Ecco perchè aldilà del suo utilizzo immediato e funzionale, del suo potenziale valore economico, il demanio e la miriade di beni che lo compongono ha un valore immateriale che va non solo mantenuto ma raccontato e valorizzato . Ecco perchè il primo decreto di attuazione del federalismo fiscale, meglio noto come "federalismo demaniale" non può essere affrontato solo in termini tecnico giuridici e finanziari ma coinvolge l'identità nazionale, il senso di appartenenza di ognuno alla comunità, il mantenimento di un patrimonio comune in cui riconoscersi. Ecco perchè i beni del demanio devono rimanere parte di questo patrimonio: gestito meglio e meglio utilizzato se i beni sono legati a competenze trasferite alle regioni e ai comuni ma non destinati ad un massiccio e indiscriminato piano di alienazioni magari da destinare a estinguere debiti che ricomparirebbero dopo pochi mesi . E inanto però il patrimonio collettivo sarà stato sottratto per sempre alla comunità e alle generazioni future.
Il mio nuovo sito - 03 Maggio 2010
Il mio sito è cambiato nella sua veste grafica. Ora vorrei che in parte cambiasse anche nei contenuti per diventare, molto più che in passato, un luogo per esprimere le mie opinioni e ricevere i vostri commenti sulle cose che accadono in Italia e nel mondo e che a me sembrano importanti: importanti non solo dal punto di vista politico ma per le trasformazioni che ciascun avvenimento può determinare sul nostro modo di vivere in futuro. Dalla creazione di un nuovo prodotto tecnologico come l’IPad alla sentenza che la Corte Suprema americana sta per pronunciare per condannare una grande multinazionale per avere discriminato una donna negli avanzamenti di carriera.
Quindi, non solo documenti ma commenti e riflessioni. Ovviamente con un occhio attento alle cose di casa nostra.
Inauguro questa nuova veste del sito il giorno del 1° maggio con l’augurio che la Festa del lavoro quest’anno porti lavoro a chi non ce l’ha e serenità a chi lavoro ce l’ha ma precario, senza soddisfazione, senza riconoscimento della propria competenza, senza prospettive per il futuro. Se non aumenta lavoro buono per uomini e donne la nostra società e il nostro Paese non cresceranno, non troveranno di nuovo fiducia e slancio. E’ su questo e per questo che bisogna impegnarsi di più. Ognuno per quello che può ma facendo tutto quello che può.





