Linda Lanzillotta
  • Home
  • Chi Sono
    • Curriculum
    • Cosa mi piace
    • I miei link
  • Multimedia
    • Video
    • Foto
  • Stampa
    • Articoli
    • Interviste
    • Dichiarazioni
  • Documenti
    • Attività parlamentare
    • Post
  • Scrivimi

Federalismo fiscale
Cronache della bicamerale

Osservatorio sul federalismo

Questa sezione del sito racconterà quello che succederà nei prossimi anni nella Commissione bicamerale per l’attuazione del  federalismo fiscale.

...



  • Documenti

    • Resoconto della seduta della Commissione Bicamerale di giovedì 29 luglio durante la quale è proseguito l'esame della relazione sul quadro generale di finanziamento degli enti territoriali.

      30 Luglio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta della Commissione Bicamerale del 28 luglio nella quale si è svolta l'audizione del Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali, nell'ambito dell'esame della Relazione concernente il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali.

      29 Luglio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta di martedì 27 luglio durante la quale è proseguita la discussione sulla relazione sul quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura dei rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali.

      28 Luglio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta della Commissione Bicamerale per l'attuazione del Federalismo Fiscale del 21 luglio nella quale si è svolta l'audizione del Ministro dell'economia e delle finanze, Giulio Tremonti, nell'ambito dell'esame della Relazione concernente il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali.

      22 Luglio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta di martedì 20 luglio durante la quale è proseguita la discussione sulla relazione sul quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura dei rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali.

      21 Luglio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta di martedì 13 luglio nella quale si è discusso della relazione sul quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura dei rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali.

      14 Luglio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta del 30 giugno in cui si è svolta l'audizione del presidente della Commissione paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale (COPAFF), Luca Antonini, in ordine ai nuovi assetti dei flussi finanziari tra Stato ed enti locali derivanti dalla legge n. 42 del 2009.

      01 Luglio 2010 Scarica pdf

    • Relazione del Governo alle Camere concernente il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura dei rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, con l'indicazione delle possibili distribuzioni delle risorse.

      01 Luglio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta del 17 giugno della Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale nella quale si è svolta l'audizione di rappresentanti del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia e delle finanze sui nuovi assetti dei flussi finanziari tra Stato ed enti locali derivanti dalla legge n. 42 del 2009.

      18 Giugno 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta del 10 giugno della Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale nella quale si è svolta l'audizione del Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali in ordine all’attuazione della legge delega sul federalismo fiscale.

      11 Giugno 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta della Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale del 19 maggio, contenente il parere approvato dalla Commissione.

      20 Maggio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta del 18 maggio della Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale.

      19 Maggio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta del 17 maggio 2010 della Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale nella quale, Linda Lanzillotta ha presentato un parere alternativo a quello dei relatori sullo schema di decreto riguardante il federalismo demaniale.

      18 Maggio 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della seduta odierna della Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale.

      13 Maggio 2010 Scarica pdf

    • Audizione di rappresentanti della Conferenza delle regioni e delle province autonome, dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e dell'Unione delle province d'Italia (UPI), nell'ambito dell'esame dello schema di decreto legislativo recante attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio.

      06 Maggio 2010 Scarica pdf

    • Seguito dell'audizione, in Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale, del Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, in ordine all'attuazione della legge n. 42 del 2009, in materia di federalismo fiscale.

      05 Maggio 2010 Scarica pdf

    • Audizione di rappresentanti della Ragioneria Generale dello Stato e della Corte dei Conti in merito ad esame dello schema di decreto legislativo n. 196 recante attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio

      04 Maggio 2010 Scarica pdf

    • Audizione del Ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, in ordine ad attuazione della legge n. 42 del 2009, in materia di federalismo fiscale.

      29 Aprile 2010 Scarica pdf

    • Resoconto dell'audizione del direttore dell'Agenzia del demanio, Maurizio Prato, in Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale,nell'ambito dell'esame dello schema di decreto legislativo recante attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio (atto n. 196)

      28 Aprile 2010 Scarica pdf

    • Audizione del Direttore Agenzia del Demanio, Maurizio Prato, in riferimento allo schema di decreto legislativo n. 196 recante attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio.

      28 Aprile 2010 Scarica pdf

    • Audizione del presidente della Commissione paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale (COPAFF), Luca Antonini, in ordine alle attività della Commissione medesima.

      27 Aprile 2010 Scarica pdf

    • Resoconto completo dell'audizione, in Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale, del Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, in ordine all'attuazione della legge n. 42 del 2009, in materia di federalismo fiscale.

      27 Aprile 2010 Scarica pdf

    • Dossier a cura del Servizio Bilancio dello Stato e della Segreteria della V Commissione, Bilancio Tesoro e Programmazione, riguardante attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, schema di decreto legislativo n. 196.

      21 Aprile 2010 Scarica pdf

    • Dossier a cura del Servizio Studi della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica riguardante attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, schema di decreto legislativo n. 196.

      20 Aprile 2010 Scarica pdf

    • Resoconto della Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale: ordine del giorno discussione del regolamento interno

      13 Aprile 2010 Scarica pdf

    • Costituzione della Commissione Parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale.

      17 Marzo 2010 Scarica pdf

    • Relazione deliberata dal Consiglio dei Ministri, ai sensi art. 2 comma 3 della legge 5 maggio 2009,n. 42.

      12 Marzo 2010 Scarica pdf

    • Schema di decreto legislativo n. 196 recante attribuzione a Comuni, Province,Città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio.

      30 Dicembre 2009 Scarica pdf

    • Relazione tecnica dello schema di decreto legislativo n. 196

      24 Dicembre 2009 Scarica pdf

    • Legge n. 42/2009:Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione articolo 119 della Costituzione.

      05 Maggio 2009 Scarica pdf

     

    Osservatorio sul federalismo

    04 Maggio 2010

    Questa sezione del sito racconterà quello che succederà nei prossimi anni nella Commissione bicamerale per l’attuazione del  federalismo fiscale.

     

    I rischi del federalismo demaniale. Il patrimonio tagliato a fette.

    03 Maggio 2010

    Di Gian Antonio Stella  Corriere della Sera                                         Pareva tutto facile, sulla carta. Chi mai poteva opporsi all’idea di usare meglio tanti beni statali a volte abbandonati passandoli a Regioni, Province e Comuni? È vero o no, come spiegò Giulio Tremonti, che «c’è un enorme patrimonio ed è una pazzia che sia gestito da un ufficio a Roma dove non sanno quanto vale» e dunque «è giusto che lo Stato abbia beni nazionali e simbolici ma non che faccia la mano morta al contrario su beni che hanno senso se gestiti localmente»? Macché: il «federalismo demaniale» sta incontrando obiezioni maggiori del previsto. E non solo delle opposizioni, degli ambientalisti o dei guardiani di quello che Croce chiamava «il volto della patria». Alcuni si chiedono fino a che punto lo Stato possa trasferire agli enti locali spiagge, caserme, stazioni, terreni o edifici vari senza intaccare quel patrimonio che è la vera garanzia di «ultima istanza» per l’immenso debito pubblico. Altri, come uno studio del Servizio bilancio della Camera, confermando il rischio di «affievolire gli strumenti di garanzia dello Stato», segnalano che il passaggio «a titolo non oneroso» di tanta ricchezza immobile potrebbe impedire di destinare all’abbattimento del debito i proventi delle dismissioni visto che lo Stato è obbligato a farlo ma gli enti locali no. Altri ancora, come il direttore dell’Agenzia del demanio Maurizio Prato, ammettono scetticismo sui tempi: è plausibile che entro 30 giorni ogni amministrazione dica esattamente quali beni vuole mantenere e che entro 180 giorni arrivi il primo decreto della presidenza del Consiglio con l’elenco dettagliato di questi beni da «restituire», dicono i leghisti, al territorio? Per non dire dei contrasti tra le Regioni, che vorrebbero rastrellare tutto e redistribuire, e gli altri enti che vorrebbero al contrario che questa «restituzione» fosse diretta e senza intermediari. Insomma: un caos. Sul quale ha gioco facile chi chiede, sia a sinistra sia nella maggioranza, di veder bene i conti prima di sbagliare il passo. Al di là degli aspetti tecnici, sui quali Calderoli è convinto di trovar la quadra («Se il debito degli enti locali rientra nel debito pubblico generale, allora anche il patrimonio degli enti locali rientra nel patrimonio pubblico») c’è qualcosa di fondo che non è chiaro: siamo sicuri che non saranno tolti al demanio certi gioielli di famiglia? Certo, il governo ha giurato che non verranno smistati i beni culturali. Ma resta quel dubbio sottolineato dal presidente stesso del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Franco Karrer al Sole 24 Ore: «Finora, valorizzare ha voluto dire dismettere » . Cosa che Vittorio Emiliani ha tradotto brusco così: i Comuni, «indebitati dalla demagogica soppressione dell’Ici sulla prima casa, saranno portati a vendere il prima possibile». Una forzatura polemica? Sarà... Ma è difficile immaginare un Comune con l’acqua alla gola che, potendo dire «questo lo voglio, questo no», si faccia carico di un pezzo di patrimonio da valorizzare investendo soldi che non ha. Più facile che punti a prendere tutto ciò che può sfruttare o vendere per fare cassa. La domanda chiave è: sfilati al demanio statale, tutti quei beni resteranno inalienabili e cioè di proprietà dei cittadini italiani per essere dati solo «in gestione» agli enti locali? O potranno essere ceduti anche a «fondi comuni di investimento» in cui gli enti locali possono essere soci di minoranza di privati che cercano solo l’affare? Le risposte finora non sono state nette. E finché il nuovo testo non sarà definito, come dice Italia Nostra, «è difficile scartare i peggiori sospetti».    

     

    Un federalismo liberale

    27 Aprile 2010

    Quando circa un anno fa, il Parlamento discusse la legge sul federalismo fiscale molti nel centrosinistra (quorum ego) avrebbero voluto che le critiche anche radicali all’impianto della legge, la mancanza totale di dati sull’impatto finanziario di tutta l’operazione e quindi la sua scarsa credibilità, l’assenza di garanzie sulla gestione dei decreti attuativi, si traducesse in un voto contrario. Un voto che doveva essere supportato non da una posizione neostatalista ma da una visione lungimirante e seria fondata su un’idea del federalismo pienamente coerente con una visione dello Stato e della fiscalità strettamente ancorata all’unità nazionale. Una posizione che dicesse la verità al Paese smascherando la propaganda del Governo e chiarisse che il riequilibrio dei flussi di spesa tra Nord e Sud non potrà avvenire in una fase acuta e prolungata di crisi economica se non a costo di drammatici e destabilizzanti impatti sociali . Ci si accontentò invece di un tacito quanto fragile (come i fatti si sono incaricati di dimostrare) accordo sulla presidenza della bicameralina; Presidenza che, anche se fosse stata effettivamente attribuita all’opposizione non avrebbe certo consentito di incidere sulla sostanza delle decisioni. Per l’opposizione sarebbe stata invece proprio la discussione nell’Aula della Camera l’occasione per proporre la propria idea di Italia federale, di un nuovo patto tra Nord e Sud , tra settore pubblico e categorie produttive, un patto fondato sulla responsabilità e sull’efficienza da una parte e, dall’altra parte, sulla solidarietà e sulla dignità senza più cedimenti al parassitismo e al clientelismo di cui la spesa pubblica del Mezzogiorno, ma non solo, è stata storicamente intrisa. Questa visione richiede, però, la forza e la capacità di mettere in discussione molti equilibri che oggi condizionano i grandi partiti (tra i quali anche la Lega) ma che proprio lo schieramento che vuole caratterizzarsi non su di un’astratta schematizzazione tra destra e sinistra ma dislocarsi con forza sulla trincea dell’innovazione e della modernizzazione oggi deve avere il coraggio di affrontare con chiarezza e radicalità, anche a costo di pagare qualche prezzo al proprio interno. Occorre mettere in discussione i modelli di governance locale – regionale, provinciale, comunale – che nel corso degli anni Novanta si sono andati configurando senza una strategia unitaria ma molto spesso in nome dell’espansione di ceti politici e gruppi d’interesse locali non governati da un progetto politico ma orientati da logiche di potere e di occupazione di spazi propri della società. Eppure nelle norme costituzionali approvate dal centrosinistra nel 2001, insieme a contraddizioni e limiti (il riparto delle materie tra legislazione esclusiva e concorrente, la mancata previsione della clausola di supremazia dell’interesse nazionale, l’assenza di sanzioni per i cattivi amministratori) questo disegno di modernizzazione c’è. C’è nell’affermazione della sussidiarietà che significa arretramento del settore pubblico dalla gestione di attività d’interesse collettivo per lasciare spazio, attraverso un profondo processo di liberalizzazione, a soggetti sociali ed economici in grado di crescere nella nuova economia dei servizi focalizzando le amministrazioni pubbliche su quelle funzioni di regolazione e controllo che ancora oggi esse non sono capaci di esercitare. C’è nell’indicazione di una riorganizzazione degli enti locali sulla base dei criteri di “adeguatezza e proporzionalità”: il che significa basta con la frammentazione e moltiplicazione di apparati burocratici in tutti gli 8000 campanili e nella miriade di province spesso troppo piccole per essere utili; basta con la stratificazione di enti che si occupano di tutto con l’effetto di rendere velleitaria qualsiasi opera di semplificazione procedurale. E, invece, si è avuto timore di proporre un’idea di federalismo al servizio dei cittadini e come tale al servizio dell’interesse dell’intero Paese; un’idea di federalismo fondato su una riduzione e semplificazione degli apparati pubblici che rendesse credibile la sostenibilità finanziaria della nuova fiscalità e ancorasse l’individuazione dei mitici “costi standard” non alle inefficienze e agli sprechi attuali ma all’esito di profonde operazioni di riorganizzazione delle amministrazioni ai diversi livelli di governo. Ma la difesa delle rendite di posizione locale - dal controllo delle municipalizzate all’influenza sulle banche del Nord – ha visto prevalere un trasversale “partito del Nord” impedendo di assumere posizioni originali, non subalterne alla Lega, capaci di parlare non alla pancia ma alla testa dei cittadini, al Nord come al Sud, e di non andare al traino del neostatalismo leghista. Di non accettare un’idea di “territorio” come dimensione localistica entro cui blindare le proprie ricchezze e il proprio potere (dal gettito fiscale al credito), entro cui alzare le barriere per arginare i flussi della globalizzazione, ma come luogo di valorizzazione delle diversità italiana, di ricostruzione di un rapporto di reciproca responsabilità, trasparenza e fiducia tra cittadini e istituzioni, di costruzione sperimentale dei nuovi equilibri sociali ed economici che l’Europa del terzo millennio sta faticosamente ricercando. Di elaborare, in altre parole, un’idea liberale del federalismo italiano. Questa, mi pare, è l’esigenza posta, con forza, dal Presidente Fini nei cui confronti oggi non si tratta di ipotizzare improponibili alleanze politiche ma di confrontarsi in Parlamento, a partire dal federalismo fiscale e dalla Carta delle autonomie, cioè dagli strumenti con cui si sta già oggi dando concreta attuazione alla nuova architettura istituzionale scritta nel 2001 con il nuovo Titolo V. E su questi temi verificare la effettiva convergenza sui principi di fondo cui deve rispondere il nuovo assetto istituzionale, fiscale e finanziario dello Stato. Le riforme istituzionali, dunque, sono già in campo. Bisogna decidere se l’interlocutore sul piano dei valori e del modello da perseguire debba essere la Lega, costola della sinistra, o quel pezzo di destra che si propone di modernizzare l’Italia guardando ai partiti conservatori e liberali europei. Per quanto mi riguarda, non avrei dubbi.

     

    Bicamerale, eletto ufficio presidenza

    26 Aprile 2010

    CAUSI E FRANCO VICEPRESIDENTI, LANZILLOTTA E SARO SEGRETARI (ANSA) - ROMA, 17 MAR - Prima riunione della commissione bicamerale per il controllo dei decreti attuativi del federalismo fiscale. L'organismo presieduto da Enrico La Loggia (Pdl) e' stato convocato oggi in veste di seggio elettorale. Con un voto a scrutinio segreto sono stati eletti vicepresidenti Marco Causi (Pd) e Paolo Franco (Lega) e segretari Linda LANZILLOTTA (Api) e Giuseppe Saro (Pdl). La commissione ora dovra' tornare a convocarsi per votare il regolamento e per mettere a punto altri aspetti organizzativi. Il primo decreto attuativo che sara' all'attenzione della commissione e' quello sul federalismo demaniale.(ANSA).

     

    Che fine ha fatto il federalismo?

    11 Aprile 2010

    Che fine ha fatto il federalismo? I programmi elettorali per le regionali 2010 e il federalismo fiscale". Il workshop, organizzato da Libertàeguale, Associazione di Cultura Politica

     

© Linda Lanzillotta 2010
  • Contatti